Hermann Nitsch a Genova sino al 30 settembre 2023

Hermann Nitsch a Genova – Inaugurazione mostra – galleria ABC-Arte

La Galleria ABC-arte ha inaugurato il 25 maggio 2023, una grande mostra dell’artista-performer Hermann Nitsch (Vienna, 29 agosto 1938 – Mistelbach, 18 aprile 2022).

Hermann Nitsch Genova
Hermann Nitsch Genova

Un’occasione unica per ammirare le controverse opere del viennese Hermann Nitsch a Genova.

La mostra, visitabile fino al 30 settembre 2023, è stata allestita dalla galleria ABC, in sinergia con Peppe Morra, fondatore del Museo Hermann Nitsch.

Hermann Nitsch è stato un carismatico esponente di spicco dell’azionismo viennese, una corrente artistica sviluppata in Austria verso la prima metà degli anni sessanta, caratterizzata principalmente da happening e performance, spesso di matrice psicologistica e sado-masochistica, nonchè autolesionistica.

A causa di queste connotazioni “estreme”, l’artista ebbe problemi giudiziari che lo costrinsero a trasferirsi in Germania. Rientrò in Austria nel 1971, acquistando il castello di Prinzendorf, proseguendo in questo luogo tutte le sue perfomance e riti: tra le più conosciute, il “Teatro delle Orge e dei Misteri (Das Orgien Mysterien Theater)”, performance estrema e sanguinosa, comprendente sacrifici di animali e atti di onanismo.

Castello di Prinzendorf – Photos by Archiv Cibulka-Frey – Daniel Feyerl

La mostra è un’occasione unica per ammirare le opere di Hermann Nitsch a Genova. Sono esposti i suoi primi lavori, essenzialmente pittorici, fotografie delle performance, le grandi tele e le installazioni, omaggio a Nietzsche e Burri.

Foto Frank Morris

Le opere di Nitsch, sia che si tratti di tele che di installazioni o performance totali, utilizzano come principale componente materica il sangue. Comune denominatore di vita e morte, ciò che accomuna ogni essere vivente, ma considerato eversivo e pericoloso, a causa dei condizionamenti cultural-religiosi e moralistici che caratterizzano la nostra società.

La sua già citata opera totale Das Orgien Mysterien Theater si completò nel 1998 con l’Azione n. 100. Nel suo castello di Prinzendorf, centinaia, tra figuranti e orchestrali, 1000 litri di sangue animale, agnelli, maiali, croci, migliaia di metri quadrati di stoffa rigorosamente bianca ed altri innumerevoli oggetti simbolici furono allestiti in una non stop di 6 giorni, fondendo in un unicum pittura, danza, musica, meditazione e riti sacrificali, con la partecipazione attiva del pubblico.

Coinvolgendo i cinque sensi e, attraverso vari stati di eccitazione, i primordiali istinti umani, secondo Nitsch repressi dalle norme e convenzioni sociali, ispirandosi alle rappresentazioni religiose arcaiche, vengono sacrificati animali, spargendo il loro sangue e interiora.

L’opera, sicuramente unica nel suo genere, fu interamente finanziata dall’artista stesso con circa 700.000 euro.

A causa di questa sua visione, certamente avulsa dal recinto convenzionale dell’arte, Hermann Nitsch fu processato più volte e condannato a varie pene detentive.

Viene da chiedersi cosa potrebbe accadere a questo artista se fosse contemporaneo, con le sue azioni estreme, grazie all’omologazione dominante del pensiero unico.

Probabilmente non verrebbe arrestato, ma bandito da ogni forma di comunicazione, sia tradizionale che social, ovvero, forse ancora peggio, condannato all’oblio.

Foto Frank Morris

Hermann Nitsch è deceduto all’età di 83 anni il 18 aprile 2022 nel suo paese natale.

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Paolo Gioli

Paolo Gioli è stato artista, fotografo, videomaker.

Oggi è volato altrove un grande artista, pittore, fotografo, cineasta. Paolo Gioli è stato tutto questo e molto altro. Sperimentatore (non amava questa definizione), modellatore, manipolatore di materia, sia che si trattasse di fotografia polaroid o di altre espressioni artistiche.

Paolo Gioli è stato un indiscusso protagonista dell’arte contemporanea mondiale. Tanti anni fa, vedendo i suoi transfer polaroid di grande formato, rimasi affascinato da questa atipica fotografia, materica, manipolatoria, dove le mani, le dita dell’artista sono fondamentali per il compimento finale dell’opera: acquistai pertanto un banco ottico e iniziai il mio percorso con i transfer e i distacchi d’emulsione.

Percorso che prosegue ancora oggi, con ciò che resta, di questo meraviglioso medium fotografico istantaneo che si chiama Polaroid.

Paolo Gioli 
Senza titolo, 1983
polaroid 50x60 trasferita su carta, camera ottica
Collezione Wang Quingsong, Pechino.
Paolo Gioli – senza titolo – 1983

Polaroid

Trasferendo su carta o tela l’emulsione, Gioli lacera, compone, seziona e rigenera corpi, ma non solo, poi ancora il cinema sperimentale, l’animazione, immagini stenopeiche in movimento, rielaborazioni da fotografie.

Fotofinish

Sviluppò nuove tecniche, come ad esempio il fotofinish, da lui reinventato all’inizio degli anni settanta: la linea-fessura tradizionale posta nella finestrella d’entrata della fotocamera viene sostituita da un frammento d’immagine fissa attraverso la quale viene ripreso, sempre con pellicola 35mm, un volto in movimento.

Da Nicéphore Niépce a Hippolyte Bayard, prendendo spunto dai loro primi libri fotografici, Gioli li rilegge, creando una serie di immagini che hanno come soggetto toraci nudi: corpi deposti di emarginati e sconosciuti, esposti alla luce attraverso una grande camera stenopeica con pellicola Polaroid di grande formato.

Film

Le copie in pellicola di alcuni suoi film e le sue opere pittoriche e fotografiche sono presenti nelle collezioni di musei internazionali, tra cui l’Art Institute of Chicago, il Museum of Modern Art di New York, il Centre Georges Pompidou e il MEP (Musée Européen de la Photographie) di Parigi, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e L’Istituto Nazionale per la Grafica di Roma.

Per chi volesse approfondire la sua conoscenza http://www.paologioli.it