Art Kane – Genova – Palazzo della Meridiana

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© Frank Morris

Si è inaugurata giovedì 16 ottobre 2025 a Genova, presso palazzo della Meridiana, la mostra del fotografo americano Art Kane.   La retrospettiva, intitolata “Visionary”, curata dal fotografo Guido Harari e da Jonathan Kane, ben rappresenta quanto siano state visionarie ed innovative le immagini di questo fotografo, nato a New York City nel 1925 come Arthur Kanofsky, la famiglia era di origini ucraine, e morto suicida nel 1995.

Art Kane Genova
Art Kane – Visionary – Palazzo della Meridiana – Genova

Dopo un inizio come illustratore, si appassionò alla fotografia e raggiunse subito la notorietà nel 1958 con il suo primo incarico, ottenuto dalla rivista Esquire.  Decise, con lucida follia, di fotografare insieme i più grandi musicisti jazz del momento e miracolosamente riuscì nella tutt’altro che facile impresa. Riunì su un marciapiede di Harlem ben 57 musicisti jazz per un ritratto di gruppo, che divenne nel tempo la più iconica immagine di jazz mai realizzata.

Art Kane Genova jazz musicians

La sua carriera si sviluppò successivamente nella moda, nella ritrattistica di musicisti, celebrità e nell’impegno sociale.

A causa della sua irriverente provocatorietà e all’utilizzo del nudo, fu a volte rifiutato dalle riviste che oggi definiremmo “mainstream”. Ciò contribuì, come spesso accade, ad accrescere la sua fama.

La mostra analizza, per sezioni, i suoi lavori nella fotografia commerciale e pubblicitaria, nel ritratto e nell’impegno sociale sui diritti civili dei neri, dei nativi americani, la guerra del Vietnam, e il consumismo dilagante nella società americana e nel mondo.

Oltre 120 grandi immagini esplosive:  Janis Joplin, Cher, Bob Dylan, Rolling Stones, Frank Zappa con le Mothers of Invention, Aretha Franklin, Louis Armstrong, solo per citare alcuni dei più famosi ritratti di musicisti.

Colori accesi, immagini di forte impatto visivo, un quasi sistematico uso del grandangolo, sino al 21mm, e un elevato senso dell’umorismo sono caratteristiche che possiamo associare al suo coetaneo d’oltre oceano Guy Bourdin, seppur quest’ultimo più misogino e nichilista, sia nella vita che nelle sue immagini.

Diapositive dai colori saturi, perfetti montaggi a sandwich e mascherature in fase di stampa, tecnica decisamente complicata e dispendiosa, rispetto all’attuale utilizzo di Photoshop, che fu inventato nel 1990.  Doppie esposizioni surreali ed irriverenti che, nonostante gli anni trascorsi, sono ancora di estrema attualità. Stampe curate e allestimento ben realizzato.

Art Kane è presente nelle collezioni permanenti del MoMA e del Metropolitan Museum of Art. Da visitare.

Palazzo della Meridiana
Salita San Francesco 4,  Genova

dal 16 ottobre 2025 al 15 febbraio 2026

Lunedì, Mercoledì, Giovedì, Venerdì: 10-18
Sabato, Domenica e festivi: 10-19
Martedì chiuso

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Indagini by Morris & Pellegrino

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FRANK MORRIS & GIUSEPPE PELLEGRINO – Indagini
Two heads are better than one

Entr’acte
via sant’Agnese 19r – Genova

16 aprile – 20 maggio 2025
orario: mercoledì- venerdì 16-19
inaugurazione: mercoledì 16 aprile, ore 17

a cura di Sandro Ricaldone

In un saggio pubblicato anni fa (2010) sulla rivista Science un pool di ricercatori impegnati nel progetto Mindbridge ha sintetizzato gli esiti del lavoro sperimentale che avevano condotto negli anni precedenti sotto il titolo significativo “Two heads are better than one”.
A questa medesima conclusione sono pervenuti per tutt’altra via Frank Morris, fotografo, e Giuseppe Pellegrino poeta asemico, creando a due teste (e quattro mani) i sorprendenti lavori inediti ora presentati da Entr’acte.

Scrivono gli autori:
“Scrittura asemica e fotografia: manoscritti e Polaroid. Tavole composte per lo più da fogli strappati, selezionati e riassemblati sui quali gli scatti fotografici – alla ricerca di dettagli, indizi – sono concepiti come ready-made, non solo di segni e di lettere, ma anche di figure apparentemente estranee.

Le foto applicate celano il sottostante, nel luogo stesso della loro apparizione, introducendo un’oscurità, un’indeterminazione. L’ombra che getta l’indagatore stesso durante il proprio agire. Entrambi gli autori sembrano utilizzare il proprio medium al contrario. Una scrittura che non significa, diventata ombra di sé, e una fotografia che nasconde sempre qualcosa con la sua stessa presenza”.


Si potrebbe aggiungere che – come accade nel lavoro riprodotto nell’invito – la fotografia cela, sì, la traccia manoscritta, ma nel contempo la riproduce, completandola, con un lieve sfalsamento che duplica l’immagine rimarcandone comunque l’alterità, in un genere di “ripetizione differente”, nella “sorte di un altro gioco” di deleuziana memoria.

indagini
Morris Ricaldone Pellegrino
Frank Morris Sandro Ricaldone Giuseppe Pellegrino

foto di Roberto Orlando

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